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Archivio mensile:marzo 2012

La National Gallery of Art, quindi.
Eccola.

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La facciata sul Mall, da tempio classico

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L’ingresso verso il giardino delle statue, familiare

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L’ingresso su Constitution Avenue

Con la famosa “Rotunda”

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L’interno della Rotunda

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È un museo che si caratterizza per gli spazi luminosi e immensi, per una serie infinita di giardini interni, fiori, fiori, fiori e fontane ovunque:
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La caffetteria, sotterranea, chiamata il Cafè Cascade…..indovinate perché

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E il suggestivo corridoio sotterraneo, semplicemente detto “Concourse”, con la volta la cui illuminazione va lentamente dal buio alla luce….quasi emozionante…..mi ricorda Dante:
“e quindi uscimmo a riveder le stelle”

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La sera?
Relax: incredibile….solo il rumore del frigorifero quando ricarica.
O la musica che metto *io*.
Niente TV, niente voci, niente di niente.
Di nuovo studio, riordino il materiale trovato in biblioteca, scrivo risposte arretratissime ad e.mail magari carine, ma che per lavoro passavano indietro a tutto. Mi levo un po’ di ragnatele dal retropensiero, testi da consegnare, anche quelli in ritardo….e LEGGO!
La pace e il divertimento di leggere a caso, leggere per sfizio, leggere non per dovere.

Una rassegna casuale? Eccola:

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L’ultimo numero di Art Newspaper…..il dipinto più intrigante degli ultimi 20 anni, la seconda versione della Gioconda!

 



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La guida-catalogo dell’appena concluso congresso della Renaissance Society of America: 550 pagine….mica scherzi!


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L’ottima guida Michelin di Washington, seriosa, ma si addice alla città.



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Alla ricerca di Washington vista dagli Americani, luoghi più intimi, meno chiassosi.



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Un romanzo molto divertente che mi ha dato nientepopodimenoche l’attuale “Kress Professor” del CASVA (…..ma io ho la casa più bella di lui….. 🙂



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Un numero del New Yorker Review of books. Avete un’idea di come sono belli e ricchi questi “supplementi”?



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Questo potrebbe tornare utile per non sentirsi troppo in colpa…..



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E infine questi: un Sony Reader (grazie Roberto!) e un IPad con dentro, fra l’altro, Kindle (grazie Giovanni mio!) pieni zeppi di libri (grazie Miti), caso mai mi annoiassi o non riuscissi a dormire…..:). :D. 😉

Scienza e storia, in questo ordine.
Si ha infatti l’impressione che qui si arrivi alla storia seguendo la strada della scienza e non viceversa, come avviene, in genere, in Europa (of almeno in Italia).
Immagino che a qualcuno dei miei lettori questo sembrerà anche il percorso più giusto. Non so che dire, non mi sono posta il quesito in modo serio, per ora.
E forse non è nemmeno un quesito, forse in questo momento della storia dell’umanità è una questione di lana caprina, come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina.
Mi limito, per ora, a registrare le impressioni. Le riflessioni, in caso, verranno più avanti.

Ecco la SCIENZA.
Questa è una delle sedi delle National Academies, un corpo ampio di ricerca che assomma a sé istituti come il nostro CNR, il nostro Istituto Superiore per la Salute, ecc.
Chi ne vuol sapere di più vada a leggersi il loro sito web, QUI.

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Un edificio moderno che include anche qualcosa di vecchio (di “antico”, per gli standard americani), un bel palazzotto in mattoni che deve, a occhio e croce, risalire alla metà dell’Ottocento.

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Che sia un edificio destinato alla scienza (e ad una scienza rivissuta anche nelle sue implicazioni storiche e sociali è evidente dal suo “landmark”, una bellissima sfera armillare

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Per tacere delle iscrizioni, da quelle meramente indicative (che metto qui per strizzare l’occhio a qualcuno dei miei amici in odore di scienza)….

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a quelle didascaliche, che a me piacciono moltissimo (in generale e nello specifico):

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Il diritto di ricercare la verità comporta anche un dovere: quello di non nascondere nessuna parte di ciò che si riconosce come vero” (Albert Einstein)

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La libertà è una gran parte della scienza e della virtù. Una nazione sarà grande in entrambe sempre in proporzione a quanto è libera” (Thomas Jefferson)

Mi piace molto questo atteggiamento propedeutico che percorre tutti i grandi e i piccoli monumenti, i luoghi pubblici e privati degli Stati Uniti. Hanno un’idea della necessità e del valore dell’educazione pubblica che a noi è completamente estranea.
Per noi la cultura è un valore, certo, immenso, ma in pratica la consideriamo anche un fatto elitario, quasi incomunicabile a livello generale, che preveda un percorso istituzionale ed accademico.
E così facendo lasciamo la didattica in mano ai mass media…..

Che poi ci siano dei lati negativi anche in questo, è innegabile: l’uniformazione, per esempio; il forte ideologismo di uno stato che impone la “sua” cultura.
Cose che una persona impastata di senso critico e di grande senso della libertà individuale come me non può non sentire.
Ma in questo momento apprezzo le differenze, mettiamola così. 🙂

E adesso la STORIA.
Il grandissimo, magniloquente, edificio degli Archivi Nazionali, la memoria degli Stati Uniti.

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Ingentilito da aiuole di tulipani davanti:

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Ed ecco le sue scritte:

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Questo edificio contiene e possiede la documentazione della nostra vita come nazione ed è il simbolo della nostra fede nella continuità delle nostre istituzioni nazionali

E le sue statue allegoriche e fortemente simboliche

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Il passato è un prologo

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Studia il passato

Stiamo per entrare…..
Non siete emozionati?
Non è un luogo per tutti. Si entra solo se chiamati: come ad Hogwarts.
Anche per arrivare qui bisogna aver ricevuto una lettera, una lettera speciale…..
Bisogna prendere un “treno” fantasma (diciamo….io ho preso un solidissimo aereo….ma quello dipende, credo, dalla località di partenza). Per lo meno non bisogna lasciarselo sfuggire, il treno.

Un giorno magari racconterò anche di quel treno.
Non oggi: oggi entriamo.
C’è già tanto da vedere e scoprire così.

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Hogwarts è così, un pozzo senza fine, un pozzo di San Patrizio di libri.

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Nel pozzo si sale

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(meno male che in questa Hogwarts moderna ci sono ascensori e non scale che si dividono e si incrociano pericolosamente).

E si arriva nella stanza del….Grifon d’oro? Serpe verde? Fate voi.
Per ora la stanza ha un numero:

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Ed eccola:

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Non manca il panorama, su Capitol Hill:

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Il quadro (sarà animato come quello della Fat Lady?)

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(per chi vuol sapere qualcosa di più sull’autore, William Chapin Seitz, uno storico dell’arte anche lui….monotoni, eh?….guardi QUI)

E poi dei “quadri” molto più belli: il mio arredo privato della stanza:

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E alla fin fine ho fatto anche la buona zia e ci ho messo anche quest’altra, figli e nipotastri:

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Ma eccoci al misterioso, affascinante, romanzesco castello di Hogwarts.
Là dove si studia la magia, dove tutto il desiderabile è a portata di mano, dove tempo e accessori magici te li regalano, non devi nemmeno fare la fatica di andarteli a comprare a Diagon Alley.

Hogwarts è il CASVA, il Center for Advanced Study in the Visual Arts, un luogo della cultura e della ricerca quanti altri mai al mondo, per il mio piccolo ambito di arti magiche.

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È ospitato nell’ala est della National Gallery of Art di Washington, che si affaccia direttamente sul Mall

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Quando sono arrivata, 2 settimane fa (gosh!, come vola il tempo…..), c’era di fronte un bellissimo boschetto di magnolie in fiore. Oggi c’è un tappeto di fiori rosa da calpestare.

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L’edificio è dell’architetto sino-americano Ieoh Ming Pei, lo stesso della piramide del Louvre, per intendersi. Uno spazio enorme, aperto verso il cielo, a catturare la luce rosata di questa impressionante città-simbolo.

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E questo finalmente è l’ingresso dentro l’ingresso.
“Per me si va tra la FELICE gente”

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Ieri, mentre andavo al lavoro ti incrocio questa coppia, per strada.
Lì per lì ero moderatamente incuriosita…..poi……notate nulla di strano?
Oltre agli “islamismi”, voglio dire?

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Guarda cosa ha a tracolla lui!!!!!!

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Capisco che possa essere inquietante anche la papalina fatta all’uncinetto……ma la cartucciera??????
Comunque, come si vede più da vicino (ma io solo zoomato con l’obiettivo, non ero sicura di quanto potesse apprezzare di essere fotografato), non contiene cartucce, ma boccettine, di vario tipo, sembrano quasi medicine.

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Contenevano liquidi di colori diversi, con etichette (scritte a mano) e polverine……
Boh!

Fare la spesa (di cibo, intendo) in un paese stranieri è sempre una bella lezione di vita. Si impara più della cultura di un popolo e delle sue abitudini, manie, idiosincrasie e aspirazioni in un’ora ad un supermercato (qui rigorosamente “grocery shop”) che non in mille articoli di giornale.

Di tutte le foto che seguiranno prego notare in particolar modo le DIMENSIONI delle singole confezioni:

Latte, che si misura a galloni: la confezione più piccola è da 4:

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Succo di (improbabile) frutta: idem come sopra:

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Uova, la confezione piccola è di 2 volte 12=24 (cioè, come avrebbero detto nel Medioevo, “due serque”):

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Burro…..così, tanto per gradire, fa venire il colesterolo solo a guardarlo.
Notare quello in confezione liquida, probabilmente per permettere un migliore assorbimento

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Questo poi non voglio nemmeno sapere cosa sia!!!!

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E poi questa confezione di …. discendenti dell’iceberg del Titanic:

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Cioè sacchi di cubetti di ghiaccio già pronti per l’uso!