Scienza e storia

Scienza e storia, in questo ordine.
Si ha infatti l’impressione che qui si arrivi alla storia seguendo la strada della scienza e non viceversa, come avviene, in genere, in Europa (of almeno in Italia).
Immagino che a qualcuno dei miei lettori questo sembrerà anche il percorso più giusto. Non so che dire, non mi sono posta il quesito in modo serio, per ora.
E forse non è nemmeno un quesito, forse in questo momento della storia dell’umanità è una questione di lana caprina, come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina.
Mi limito, per ora, a registrare le impressioni. Le riflessioni, in caso, verranno più avanti.

Ecco la SCIENZA.
Questa è una delle sedi delle National Academies, un corpo ampio di ricerca che assomma a sé istituti come il nostro CNR, il nostro Istituto Superiore per la Salute, ecc.
Chi ne vuol sapere di più vada a leggersi il loro sito web, QUI.

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Un edificio moderno che include anche qualcosa di vecchio (di “antico”, per gli standard americani), un bel palazzotto in mattoni che deve, a occhio e croce, risalire alla metà dell’Ottocento.

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Che sia un edificio destinato alla scienza (e ad una scienza rivissuta anche nelle sue implicazioni storiche e sociali è evidente dal suo “landmark”, una bellissima sfera armillare

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Per tacere delle iscrizioni, da quelle meramente indicative (che metto qui per strizzare l’occhio a qualcuno dei miei amici in odore di scienza)….

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a quelle didascaliche, che a me piacciono moltissimo (in generale e nello specifico):

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Il diritto di ricercare la verità comporta anche un dovere: quello di non nascondere nessuna parte di ciò che si riconosce come vero” (Albert Einstein)

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La libertà è una gran parte della scienza e della virtù. Una nazione sarà grande in entrambe sempre in proporzione a quanto è libera” (Thomas Jefferson)

Mi piace molto questo atteggiamento propedeutico che percorre tutti i grandi e i piccoli monumenti, i luoghi pubblici e privati degli Stati Uniti. Hanno un’idea della necessità e del valore dell’educazione pubblica che a noi è completamente estranea.
Per noi la cultura è un valore, certo, immenso, ma in pratica la consideriamo anche un fatto elitario, quasi incomunicabile a livello generale, che preveda un percorso istituzionale ed accademico.
E così facendo lasciamo la didattica in mano ai mass media…..

Che poi ci siano dei lati negativi anche in questo, è innegabile: l’uniformazione, per esempio; il forte ideologismo di uno stato che impone la “sua” cultura.
Cose che una persona impastata di senso critico e di grande senso della libertà individuale come me non può non sentire.
Ma in questo momento apprezzo le differenze, mettiamola così. 🙂

E adesso la STORIA.
Il grandissimo, magniloquente, edificio degli Archivi Nazionali, la memoria degli Stati Uniti.

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Ingentilito da aiuole di tulipani davanti:

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Ed ecco le sue scritte:

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Questo edificio contiene e possiede la documentazione della nostra vita come nazione ed è il simbolo della nostra fede nella continuità delle nostre istituzioni nazionali

E le sue statue allegoriche e fortemente simboliche

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Il passato è un prologo

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Studia il passato

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4 commenti
  1. margherita ha detto:

    che malinconia, Cecilia… se penso ai nostri archivi, alla gente che manco sa che esistono e ancor meno ha idea di quel che c’è dentro…. che tristezza e che angoscia. Forse, dico forse, noi abbiamo TROPPO, e quel troppo ci avvolge da quando siamo bambini, ognuno in qualità e quantità diversa.. Ma alla fine non lo vediamo più, non lo consideriamo più. Come in amore… il troppo, a volte e per certuni , è soffocamento. Un bacio

  2. giuseppe ha detto:

    viene prima la Storia, non fosse altro per il fatto che la Storia contiene il Tempo e quindi la Scienza che si sviluppa nel Tempo. A parte sta mia filosofia proprio misera, direi che una Nazione che conserva così bene il proprio passato ha le carte in regola per vivere a lungo, ma proprio a lungo e rende onore alla Storia, al Tempo e agli uomini che l’hanno fatta! Tutti vorremmo avere queste vesti morali e civili per fare ordinatamente na cosa del genere. Ma nel mondo penso che ci siano pochissime nazioni che possono far questo! L’Italia, ad esempio, ha il suo archivio all’aria aperta e nel sottosuolo. L’Italia è tutta un archivio! Forse da non chiamare ” prologo”! :(((((( quasi ” epilogo! grazie
    Giuseppe

    • Hanno un’idea, comunque “scientifica” della storia. Non e’ mai stata per loro “magistra vitae”. Tendono, a parer mio, a vederla come un percorso evolutivo, forse perche” ancora la loro storia e’ molto breve

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