Ecco….

Secondo me queste scarpe meritano un post dedicato.
Per oggi, cari amici, fermatevi qui e contemplate!

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15 commenti
  1. margherita ha detto:

    opperò!! son bellissime…

  2. giuseppe ha detto:

    cose dell’altro mondo: il voler apparire a tutti i costi. Ma queste son niente rispetto alle zeppe che si vedono da noi in TV, roba da far tremare le ven e i polsi. Comunque se se le possono permettere e ne traggono un piacere (?), ben vengano. Contente loro! Gli interventi sono in genere sulle estremità della persona: ricordo le acconciature altissime ai capelli nel ‘700 , ora le scarpe all’estremità opposta. Ma a volte si interveniva anche al centro della persona con quelle gonne larghissime , sproporzionate sul bacino. La deformazione a tutti i costi sembra essere la regola. Bisognerebbe capire il perchè de sti allungamenti e allargamenti. E pensare che il Padreterno ha fatto la donna così bene da non aggiungerci manco na virgola!!!:).
    Giuseppe

    • giuseppe ha detto:

      continuo.
      Stranamente sto fatto di queste scarpe con i tacchi altissimi come trampoli , e poi, come dicevo, delle acconciature dei capelli nel ‘700 e poi delle gonne larghissime, e poi per gli uomini, dei cappelli a cilindro , altissimi, eccc… porge il fianco alla riflessione che l’uomo è sempore in lotta con la sua finitezza e vuole andare oltre i confini che la natura gli ha posto. Sto tuo post è proprio na bella metafora di ciò che si può vedere oggi: il corpo amplificato. Ovvero così come tentiamo di allungare le estremità interiori e la testa e allargare i fianchi, ecc..parimenti con il “corpo amplificato ” l’uomo cerca di vincere la sua staticità e la sua finitezza.Siamo fatti di carne. Anche se perfetti siamo intrisi di malattie e di imperfezioni. Così come è ora , il nostro corpo può dirsi obsoleto, inadeguato, non in grado cioè di affrontare i miliardi e miliardi di informazioni che la fortissima accelerazione tecnologica sta mettendo in campo e che sempre più lo rivela “PRECARIO” come organismo biologico, cioè, che stenta a stare a passo con i tempi. Qualora la mente umana prendesse atto e divenisse consapevole di questa precaria condizione, potrebbe pianificare delle “ strategie evolutive capaci di RIDEFINIRE lo stesso organismo biologico che la contiene e , al pari del bruco e della farfalla, essere capace di RIMODELLARLO, DI RIFONDARLO ,sensorialmemte, INTERVENENDO DIRETTAMENTE SU DI ESSO, partendo dalle sue stesse forze endogene.
      Na volta, tempo addietro, mi ero spinto a queste riflessioni ; ora sto cercando qui di venirne a capo, perchè mi sembra il luogo adatto.

      Questo processo scientifico è già iniziato. Si sta tentando un corpo AMPLIFICATO dove i processi corporali sensoriali quali vista , udito, tatto, onde cerebrali, muscoli, cuore, circolazione sanguigna, movimenti degli arti, ecc.. vengono amplificati in modo da consentire sia la spontaneità gestuale sia un comando che agisca in parallelo amplificandone la valenza e le prestazioni.

      Perchè dico “ sensorialmente”? Faccio un esempio. I limite del confine dei nostri sensi è l’epidermide. Ma non pensi che gli stessi satelliti che ormai girano attorno a noi e viaggiano nello spazio , costituiscano già una espansione del senso della vista? Già il cannocchiale di Galileo era una rudimentale estensione della capacità sensoriale! I cannocchiali a raggi infrarossi danno lo stesso risultato.

      Il codice genetico finora è stato il limite del confine fra l’umano e il mistero dell’esistenza, fra la realtà e il soprannaturale. Ora è possibile intervenire sul codice genetico. Ho letto che” la stabilità del corpo è garantita dalla stabilità anatomica e dal codice genetico, rimasti immutati da tre milioni di anni”. Io aggiungo che con il progetto GENOMA il codice genetico è stato individuato e tale stabilità non è più assicurata in quanto si può agire direttamentesu di esso. Se ne potrebbe costruire addirittura uno alternativo. Questo è il punto!. Si possono e si stanno tentando strategie di liberazione dal dominio di modelli attualmente esistenti :COME DA BRUCO DIVENIRE FARFALLA.

      Attraverso un processo estensivo corporeo si può ridisegnare un corpo che abbia un metabolismo più resistente, che diventi più longevo. Questo porterebbe a cambiare radicalmente i concetti di nascita e di morte.. Per intervenire sul controllo delle nascite si può affermare che già ora la fecondazione può avvenire fuori dall’utero e l’alimentazione del feto può effettuarsi in un sistema artificiale. Allora, potendo ridefinire il corpo ciberneticamente, la nascita può non essere più necessaria come processo riproduttivo.

      Inoltre è nata la nanotecnologia. Ormai i robot microminiaturizzati possono circolare nel nostro corpo, controllando vasi sanguigni e organi interni. Quante cose finirebbero per essere obsolete. Si può dedurre alla fine che si può passare da una immagine individuale che ha per confine la pelle a un’immagine di sé estesa al satellite. Cioè il satellite è parte di me e l’io è parte del satellite.
      Altro che tacchi altissimi e zeppe ai piedi!!!

      Si può dire, infine, con il fisico De Kerkhove che” il corpo si sgancia dall’agonia della fisicità subita come territorio immobile e alienante e si proietta come macchina ubiqua”. Esattamente come il bruco e la farfalla. Bruco come territorio immobile e farfalla come corpo ridefinito e come macchina in grado di essere in più parti.

      Concludendo, queste sono le mie modeste riflessioni sul post dei tacchi e delle zeppe ai piedi e ai “cappelli a cilindro ” dell’800, aggiungo io.
      NON HAI FORSE ANCHE TU ALLUNGATO LA TUA VISTA ANDANDO NEL NUOVO MONDO??
      Ti ci vorrà na mezza giornata a leggere ste cavolate che ho scritto, ma la metafora che ci ho visto e la conseguente riflessione , l’han fatta da padrone!
      Un caro saluto. M’hai fatto sudare! :))
      Giuseppe

  3. soprattutto comode °_0
    (se ne vedono anche qui, scoperte in punta, con pelle o – tieniti – pelliccia intorno alla caviglia e quei tacchi sponsorizzati dagli ortopedici).
    Alla Lady non invidio le calzature, ma forse il carattere (la disinvoltura, la faccia tosta) sì… quanti problemi solo a mettere un blu col nero o un rosa col rosso o il bianco in un giorno di pioggia…

    • Qui e’ tutto piu’ semplice e disinvolto.
      Non hanno proprio il concetto della “bella figura” o della “brutta figura”.
      Sono arrivata alla conclusione che non sono spavaldi o menefreghisti, proprio non esiste quel concetto nella loro cultura

      • ogni volta che vedo trampoli piango, ma magari per chi ci è abituato è come per noi camminare sulle scarp de tennis….come va la tua salute? Stai bene vero? un abbraccio

      • Diciamo che il minor stress aiuta (anche se le condizioni oggettive non possono cambiare).
        E che questa e’ una societa’ con tante di quelle attenzione ai disagi fisici della popolazione che certo si vive meglio!

      • effettivamente siamo noi in Italia che guardiamo troppo all’apparenza. Sono appena stata una settimana in Islanda, una splendida esperienza anche sotto questo aspetto: quello umano. Io giravo tipo Totò e Peppino a Milano nella nebbia e loro in canottiera…..
        Comunque quelle dei tacchi mi danno sempre l’idea di una donna quale una dovrebbe essere ma che io non potrò essere mai, un poco le invidio

      • cosa??? la femminilita’ legata ai tacchi alti????

      • a quel tipo di femminilità che non mi appartiene, e che credo non appartenga a un sacco di donne

      • e che sarebbe ora passasse nel dimenticatoio

      • ASSOLUTAMENTE D’ACCORDO!

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