Let’s jazz

Non dimentichiamo che Washington (DC) è pienamente una città del Sud (almeno secondo una certa prospettiva).
Fu fondata appena al di sopra del confine della Confederazione degli Stati del Sud ed è tuttora una città ad alta percentuale nera di popolazione perché qui trovavano il loro primo asilo i neri scappati dalle piantagioni e dalla schiavitù.

Quindi, da città del sud degli Stati Uniti, è una città piena di musica.
Soprattutto di musica jazz, con orchestrine più o meno improvvisate che fioriscono agli angoli della strada a partire dal tardo pomeriggio in poi

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5 commenti
  1. sandalialsole ha detto:

    Stato che vai, tradizione musicale che trovi. A San Francisco, sempre e rigorosamente dopo l’orario di lavoro, il rock la fa da padrone. Sarà l’influenza dei campus universitari e della Silicon Valley? Qui a San Diego, invece, la musica viene dai risciò a pedali, quelli con cui gli studenti ti portano in giro per la città, posto che uno non abbia voglia di camminare. Credo che si possa scegliere il risciò anche in base all’accompagnamento musicale, ma non ne sono proprio certa. Certo è che questi son cresciuti con i Rolling Stones, gli Who e i Doors, mentre noi cantavamo Rose Rosse per Te. Ci pensi?

    • Ci penso. Ma avevamo anche Tenco, De Andre’ o, serbata distantia, Battisti. Ogni paese ha il suo “nazional popolare”. Qui non ne abbiamo parlato perche’, io a Washington e tu a San Diego, non siamo nel cuore della Bible Belt o della Cotton Belt, ma anche loro hanno la musica country che, con qualche debita eccezione, e’ poi una specie di livello Orietta Berti made in USA. No? 🙂

      • sandalialsole ha detto:

        Naturalmente! Senza contare che quando si va a guardare il testo di alcune delle canzoni che sono entrate anche nel nostro immaginario, qualche brivido di orrore arriva. 🙂 diciamo, intervenendo anche sul commento di Giuseppe qui sotto, che certe valutazioni dipendono dal gusto individuale, più che da una corretta ponderazione del reale valore artistico del cantante o musicista. E questo è tanto più vero quanto più si ha a che fare con la cosiddetta musica popolare. Poi, per chi come me ha una vera e propria passione per la musica rock, certi luoghi sono patrie d’elezione. Ed è vero che mentre Orietta Berti imperversava, molto,altro maturava sulle scena musicale italiana. Molto che io amo, tanto quanto amo certe musiche di queste latitudini. Se vuoi, la cosa che mi ha fatto sorridere in uno degli ultimi party musicali ai quali ho preso parte, è la fatica che ho fatto, da ragazza, a trovare i testi delle canzoni, in anni in cui internet non c’era, e la fatica a impararle a memoria, mentre per loro erano naturali, come i papaveri e le papere per noi.

  2. giuseppe ha detto:

    dopo la loro scoperta , tutto il mondo si è precipitato nelle Americhe., chi in maniera pacifica chi in cattività sulle navi negriere. Su queste ultime c’era l’Africa nera, che sanguinando nel cuore e nel corpo, veniva trapiantata in queste nuove terre, mischiando al tintinnio delle catene alle caviglie il ritmo e le note della loro musica, quella delle foreste e della calura equatoriale. Tale è rimasta, anche oggi, perchè la musica non si spegne mai, vive nel DNA della gente e sempre sarà così. Nè si può pensare che melodie bellissime come , solo per esempio, ” Perdere l’amore” o ” Cuore Matto” , o ” La vie en rose”, ecc…ecc…siano meno belle o meno significative di questi liberi canti neri. Solo pensarlo è becera ignoranza musicale poichè entrambe le espressioni sono il carattere del popolo, quel carattere che per primo genera la musica popolare, successivamente limata e perfezionata fin troppo.Fa niente!! peccato che il jazz, nato come inno alla libertà delle povere classi, sia divenuto in altro contesto, appannaggio di chi vuol sembrare ” in” a tutti i costi. ___Le foto sono bellissime.
    Giuseppe

    • ” becera ignoranza musicale” mi pare proprio una espressione eccessiva, permettimi. esiste il riconoscimento di un valore musicale artistico ed esiste una valutazione fatta sulla base dell’impatto che un certo genere letterario ha sulla cultura popolare di una certa epoca e di una certa area. in campo artistico sarebbe come dire che possiamo mettere sullo stesso piano, che so, Ghirlandaio e il Maestro di Serumido (e appositamente non ho istituito un paragone tra uno dei sommi genii dell’arte e un minore anonimo, come, appunto, il Maestro di Serumido, ma ho scelto un artista di grande valore, ma anche alto divulgatore deel verbo rinascimentale come il Ghirlandaio, per avvicinarmi ad un paragone tra generi musicali popolari, come stavi facendo tu).

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