Memorial nel parco

Anzi, nel “Parco” scritto con la lettera maiuscola, in Central Park.

Gli Stati Uniti, le città della East Coast, almeno, hanno avuto, fin dalle loro origini, bisogno di un “parco”, un’aerea verde comune da adibire a luogo di incontro, di svago collettivo, come il Central Park di New York.
Ma anche per pascolo e raccolta di fieno per chiunque volesse allevarsi un proprio gregge “cittadino”: e questo è il Common di Boston, dove pare che ancor oggi sia in vigore una legge che permette al bostoniano di andare a fare fieno nel parco, se vuole.
O parchi cella memoria, come il Mall di Washington DC, nato per essere luogo di parate, di celebrazione e di raccolta della storia della nazione.

Poi, ampliandosi le città e diventando questi parchi sempre più importanti nella vita collettiva, si sono popolati di memorie vere o elettive, di storie, di leggende, di fantasmi.
Il Common di Boston ne alleva di autoctoni, avendo dedicato una parte a cimitero, le cui lidi, cancellate e dimenticate dal tempo permangono, quasi spettrali memento mori della città.

20120607-000314.jpg

20120607-000334.jpg

20120607-000355.jpg

New York celebra in altro modo, storie vere e storie inventate

20120607-000703.jpg
Hans Christian Andersen e il brutto anatroccolo

20120607-000959.jpg

Il cane Balto

20120607-001156.jpg

Alice in Wonderland, sempre carica di bambini arrampicati ovunque, sul cappellaio matto, sulla lepre marzolina, su Alice stessa….

20120607-001521.jpg

Il simbolico Padre Pellegrino

Per poi arrivare anche a memorie moderne

20120607-001634.jpg

20120607-001656.jpg

20120607-001713.jpg

Stawberry Fields, il Memorial di John Lennon, ucciso pochi metri più in là, davanti allo splendido (e spettrale Dakota Building in cui abitava, lungo il parco

20120607-001947.jpg

20120607-002006.jpg

20120607-002030.jpg

20120607-002045.jpg

E oggi, devo dire, che di questo composto e veneratissimo luogo della memoria, quello che colpiscono di più sono le sue vestali

20120607-002220.jpg

Annunci
2 commenti
  1. giuseppe ha detto:

    a parte tutta la magia che sti luoghi posseggono, la cosa che in me balza sempre evidente quando si parla di America, qualunque cosa sia, è la DIMENSIONE, intesa come disponibilità di spazio, che sembra essere sconfinata, illimitata, proprio di qualsiasi cosa si tratti, e a maggior ragione in questo caso. Ma st’effetto ce l’ho da quando conosco l’America. Ora a farci caso , quando nel ricordo mi sovvengono le cose che vedevo nei libri di scuola da ragazzo ( foto di città d’italia, particolari relativi ad ambienti, parchi, ecc….musei, luoghi di culto, ecc) vedevo il tutto sempre compresso, limitato, piccolo, …ma sta sensazione ce l’ho ora. Prima mi appariva normale. Poi il confronto è stato inevitabile. Mi ha fatto sorridere quel prato di lapidi, antologia di spon river

  2. Helga ha detto:

    Con questo post mi fai fare un viaggio strano, molto sentimentale. Un viaggio non proprio a Central Park (anzi .. certo che, ANCHE a central park) ma un ‘sentimental journey’ tra somiglianze di luoghi, musica e fiabe che porto sempre nel cuore .. grazie tante!!! 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: