Ailsa Bruce Mellon e Edmund J. Safra

Lo scorso anno, all’inizio del mio blog dagli Stati Uniti, avevo fatto un post sulla miliardaria americana cui dovevo la mia avventura, Ailsa Mellon Bruce

Era una bella signora, con molti soldi, una vita sfortunata e un bellissimo ritratto in una d’ala della National Gallery. Che aveva lasciato molti soldi, andati a finanziare la cultura (ed anche il mio fellowship, fra le altre cose).



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Ailsa Mellon ebbe un’unica figlia, Audrey, dal matrimonio con un diplomatico, finito in divorzio. “Elegantemente” l’ex-marito si risposò solo tre giorni dopo il divorzio.
Ailsa e Audrey furono sempre distanti l’una dall’altra. La ragazza fuggì per sposarsi lontano dalla madre, con un avvocato, attivista nel campo dei diritti civili. La coppia ebbe tre figli, ma la tragedia si abbatté su di loro: perirono entrambi in un incidente aereo, per il quale si sospettò anche un sabotaggio. L’aereo e i loro corpi non vennero mai ritrovati. Dal testamento si scoprì che, con un gesto che sanciva il distacco totale dalla famiglia Mellon, la coppia lasciava i figli sotto la tutela di una coppia di amici, professori a Yale.

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Come non ricordare che “anche i ricchi piangono”?
(Con la differenza che rispetto a noi comuni mortali, si asciugano meglio le lacrimucce.
Balocchi e profumi, insomma: con tanti balocchi per distrarsi e tanti profumi per stordirsi)

Quest’anno devo il “raddoppio” dell’esperienza americana a un altro filantropo, altrettanto miliardario e dalla vita altrettanto particolare, Edmund Jacob Safra
E anche in questo caso si ripete il collegamento fra fortune materiali e sfortune private.



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In questo caso è la sua morte ad essere una tragedia degna di un film giallo non comune.
Lo straricco banchiere di origine ebraico-libanese venne ucciso a Montecarlo dal cameriere-badante. Questi appiccò fuoco al lussuoso appartamento in cui Safra, malato di Parkinson, era alloggiato, qcon l’intento di fare poi la figura dall’eroe salvando il multimilionario, per assicurarsi così la sua gratitudine eterna e non rischiare un licenziamento forse annunciato.
Le cose, però, non andarono come sperato e il salvataggio non riuscì.

E oggi?
Resta la (manco a dirlo) ricchissima vedova, chiamata la Gilded Lily.

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Cui certo le mille attività filantropiche e culturali (tra cui anche la mia borsa di studio) non inibiscono una vita doratissima, a dir poco.

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10 commenti
  1. Renata ha detto:

    E la tempesta di neve?

  2. sandalialsole ha detto:

    Diciamo che è positivo che la sua vedovanza dorata lasci spazio anche a filantropia e cultura, no? :)))
    Dove ti trovi ora?

    • Al mio posto d’ordinanza, a Washington DC. Obama non può state molto senza di me!:)

      Inviato da iPhone

  3. margherita ha detto:

    Molto somigliante Alicia alla madre. Mi consola sapere che altri hanno rapporti burrascosi, ma doveva proprio essere molto burrascoso per quella scelta sui figli. Che mai si avvicinarono alla ricca nonna? Mi chiedo come mai in Italia i ricchi finanzino solo se stessi, o al massimo delle inutili fanciulle. Abbiamo avuto troppo e non riusciamo a vederne la bellezza, o siamo ignoranti ma talmente tanto che di più non si può…:-(((
    Qui nevica. Spero che li sia quasi primavera…

    • No, qui c’è NEMO il tornado di neve. Non ha toccato Washington, ma fa fredduccio

  4. giuseppe ha detto:

    le solite storie dei milionari!!! Era molto più brava la Peggy

  5. giuseppe ha detto:

    io a stare in America mi annoierei a morte! qualsiasi posto d’Europa ma non lì!! Non sono fatto per quei posti! Ho visto che hai messo la moderazioine ai miei commenti!! 🙂 hai fatto benissimo, sono inaffidabile nel senso,come han sempre detto nel mio ambiente di lavoro, che una ne faccio e cento ne penso e viceversa!!! Però ho fatto na bella carriera, mi è andata bene!! :)) Divertiti! Che bello avere la borsa di studio!! chissà quante cose ci metterai dentro, per poi non trovarci mai niente!! :))

    • Io non ho messo alcuna moderazione. È il sistema che lo fa in automatico per gli utenti nuovi (nel senso non registrati o ai primi commenti)

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