In tempo (e due!)

E parlando di fortune, ecco cosa ho trovato a New York in un freddissimo week end di inizio marzo:

20130303-200327.jpg

La mostra quasi perfetta.
Che mio figlio ha immancabilmente definito “La peggiore cui tu mi abbia trascinato”!

Invece era fascinosissima: un cumulo impressionante di dipinti di altissima qualita’ di impressionisti e post impressionisti e abiti VERI, dell’epoca, quelli che si ritrovano nei ritratti, nelle scene en plen air, nelle rappresentazioni dei salotti parigini.

Una chicca.

Questo l’ingresso alla mostra, con la suggestione del bellissimo abito a strisce marroni e verdi, una pesantissima seta che sembra ancora frusciare, pur dal manichino immobile, tanto e depositato nella nostra memoria il movimento interrotto, il gesto studiato eppure spontaneo con cui la moglie di Monet, Camille, viene ritratta nel suo camminare e voltarsi, come per rispondere ad un richiamo. Una istantanee da eternita’.

Claude Monet, Camille

E poi ancora il Luncheon on the grass di Monet, con davanti un vestito estivo, in piquet bianco, identico a quelli indossati dalle protagoniste del dipinto.

Impressionism, Fashion, and Modernity

O la amatissima moglie di Bartholome’, ritratta sulla soglia fra serra e giardino, quasi un presagio della morte imminimente che l’avrebbe colta di li’ a pochi anni.

E il vestito, esattamente quel vestito, conservato dal pittore in sua memoria, e cosi’ giunto fino a noi.

Albert Bartholomé, Dans la serre ou Madame Bartholomé 

E i corsetti (mamma mia, che invidia di quei vitini di vespa!)

quelli veri e quelli dipinti:

Before the Mirror

Edourad Manet, Before the mirror

E i ventagli:

quelli veri, quelli delle foto e quelli di Manet

Edouard Manet, Baudeleire’s mistress

E le due donne si somigliano tanto da poter pensare che siano la stessa persona!

Chissa’ perche’ a mio figlio la mostra non sara’ piaciuta.
Credo per i vestiti, solo per quello.
Perche’ poi si e’ innamorato perso di questo Monet alla Frick Collection. Di tutta la Frick ricordera’ per sempre solo questo paesaggio. Una scelta, a suo modo, sofisticata, direi:

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15 commenti
  1. Helga P ha detto:

    Dio mio…il solo pensare ai corsetti mi fa venire un mal di….pancia! Sono momenti in cui sono fiera di vivere oggi… Svanirei!!!!!

      • Helga P ha detto:

        Forse..ma pensa che abbiamo la libertà della scelta e se ci va possiamo vestirci come loro..almeno per qualche serata particolare..mentre per loro era d’obbligo..anche in giorni caldissimi..

  2. io a questa mentre era aparigi ho fatto la corte ma aime nonson riuscita ad andarci 😦 non hai idea quanto ti invidio, non hai idea

    • Ti ho pensata, infatti.
      E il “fortunello” che non l’ha apprezzata, invece!

  3. giuseppe ha detto:

    manco a me m’ispira tanto, a parte lil fascino della Camille di Manet. Sembra ( per modo di dire) La cantante di strada , quella di Boston, che ebbi la foirtuna di vedere a Ferrara. Ciao.

    • Camille è di Monet, Mannaggia a questi due che non si potevano scegliere cognomi più simili: solo una vocale di diffirenza!:)

      • giuseppe ha detto:

        ops, mi so sbagliato a scrivere. Volevo dire Monet. La cantante di strada , quella di Boston, è di Manet. Ma sti due ragazzio erano pure amici e con varie vicende…..! Hai fatto bene a correggere il lapsus, pensavo a Manet e ho scritto Manet. Però Camille e la canyante hanno qualcosa in comune, vero? Desideravo sapere solo se la mia associazione era propria. Io da tanti anni avevo adottato la regola delle vocali: Manet ha la ” a”, e quindi è più vecchio e vien prima, Monet ha la “o” e quindi nell’ordine delle vocali viene dopo e cos’ non mi sono mai sbagliato. Ma stavolta dopo tutto un viaggio per arrivare qui da te, il fuso orario, ecc… sai com’è…..! :))))Ciao.

  4. La cantante di strada? Forse ti ricorda lo stesso gesto interrotto, del portarsi la frutta alla bocca, camminando.

    Ma gli abiti sono molto più sobri, la donna di Manet ha i capelli rossi (era una famosa rossa, naturale, ovvio; e non credo avessero molto in comune, psicologicamente, voglio dire.
    Lo sai che la modella della Cantante di Strada poi si mise a dipingere anche lei e con un certo talento?

  5. il vestito di Madame Bartholomé … come si fanno i sospiri qui? Che meraviglia, che meraviglia ….
    (però capisco QUATTRO, non è una mostra per maschietti ombrosi)

    • Tutto perché c’erano i vestiti. Ma c’era anche roba da uomo. Solo che non ha perseverato abbastanza da vederli

      • c’erano maglie di squadre di calcio o rugby? Gli unici indumenti in mostra che possano interessare ai giovani maschi 😉

      • in effetti.
        Il giorno dopo, per compensazione, si e’ fatto un tour completo del negozio della NBA (relativi acquisti inclusi)

  6. margherita ha detto:

    Ieri ho visto l’età dell’innocenza e i tuoi vestiti me l’hanno proprio ricordato. Dì grazie che tuo figlio t’ha accompagnato…il mio avrebbe declinato l’invito con eleganza. Anche senza..:-)) Un augurio speciale per mille e più giorni solo per noi

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